Cari cittadini e cittadine che hanno creduto in questa iniziativa,
prima di dare un sguardo in avanti, vorrei gettarlo indietro e ripercorrere il percorso che ci ha portato fin qui. Il comitato e l’iniziativa IO SCELGO nasce da un gruppo di cittadini e cittadine, iscritti o simpatizzanti del partito democratico, che già da tempo si incontrava con l’intento di portare all’attenzione dell’opinione pubblica questi argomenti: un gruppo che ha sempre considerato la battaglia per i diritti civili una priorità ed ha cercato, nei limiti del suo piccolo, di avere uno sguardo attento a ciò che, intorno a noi, succedeva a riguardo.
Quando il vento è cambiato abbiamo ritenuto che, nonostante il testamento biologico non fosse stato inserito nel programma del sindaco Pisapia, vi fossero ora a Palazzo Marino un consiglio comunale e una giunta con orecchie sensibili alle istanze dei cittadini. Di qui la decisione di una raccolta firme, che, in seguito al vaglio delle proposte offerte dal regolamento delle petizioni popolari del comune, si è tradotta nel percorso di proposta di delibera popolare.
Ci siamo dati un nome, su quale abbiamo discusso a lungo! Il nome lo conoscete, è IO SCELGO, e abbiamo disegnato un logo (per entrambi questi punti un grazie particolare a Tiziana Baldini). In quel periodo abbiamo anche deciso che la nostra iniziativa non avrebbe avuto bandiere di partito: tutti coloro che ci avrebbero creduto sarebbero stati accolti dietro l’unica bandiera di IO SCELGO. Si trattava ora di formare un comitato promotore: noi eravamo una decina di persone e certo sarebbe stato facilissimo trovarne altri 40 pronti a sottoscrivere la nostra proposta, ma abbiamo pensato che sarebbe stato importante per dare peso, importanza e anche visibilità alla nostra iniziativa, coinvolgere cittadini milanesi noti per il loro impegno sociale, culturale, scientifico o professionale ed è così che è nata la lista dell’intero comitato promotore. La prima riunione con i membri del comitato promotore si tenne il 18 gennaio. Allora la delibera era solo una bozza, scritta dall’avvocato Ilaria Urzini (responsabile legale del comitato) con la collaborazione di altri colleghi, ivi incluso l’avvocato Vittorio Angiolini.
Da quel momento sono state compiute tutte le formalità, la proposta è stata protocollata, ha superato il vaglio formale della presidenza del consiglio comunale e ci furono consegnati i primi 100 fogli vidimati per iniziare la raccolta firme. Allora IO SCELGO era una realtà nota a pochissimi, ma già stava uscendo, com’era necessario che fosse, dal nido del comitato per rivolgersi ai cittadini di Milano: per mettere la firma, certo, ma anche per collaborare. E qui si è compiuto un vero e proprio miracolo, un fenomeno che solo la democrazia partecipativa col propellente dell’interesse per i diritti poteva ottenere: IO SCELGO ha cominciato a conquistare i cuori di tanti, tantissimi, ed ha cominciato anche ad interessare i media.
Molti dei cittadini che ci hanno aiutato fin dalle prime battute appartenevano ad associazioni, comitati o partiti, ma la loro adesione è stata del tutto personale. Solo molto più tardi sono arrivate delle adesioni ufficiali. La nostra azione non è mai riuscita ad essere veramente capillare ed è indubbio che alcune zone sono state molto più coperte di altre. Abbiamo ricevuto l’aiuto dei comitati per Milano, di alcuni circoli del PD, di SeL, dall’inizio di giugno anche del Movimento 5 stelle; ovviamente vi sono stati anche numerosi punti di raccolta organizzati direttamente dal comitato IO SCELGO. Tutti abbiamo fatto la nostra parte per raccogliere le firme ed il successo è stato straordinario: se l’avessimo portata a termine ne avremmo raccolte certo molto più di 5000 (al 18 giugno erano circa 5500, ma il dato non è ancora definitivo), anche se com’è ovvio con giugno e luglio e le partenze per le ferie non si sarebbe probabilmente potuto essere efficaci come nei due mesi precedenti (anche se, ci tengo a ricordarlo, da quando abbiamo cominciato a raccogliere le firme, è piovuto quasi tutti i fine-settimana!!)
Nel frattempo il comitato ha proseguito con l’iter burocratico e credo che la storia più recente sia nota a tutti: il collegio dei garanti ha deciso che la delibera è inammissibile, lo ha deciso a maggiorananza e ricordo, per chi non lo sapesse, che due dei garanti sono stati nominati dall’amministrazione precedente.
Ora che fare? Come comitato abbiamo preso delle decisioni (la prima delle quali quella di chiedere di essere ricevuti dal sindaco e altre ne seguiranno). Tutte queste scelte vengono condivise con chi ha creduto in questa iniziativa ed ha collaborato a raccogliere le firme ovviamente, ma le decisioni devono per forza essere prese dal comitato iniziale, perché è una nostra responsabilità. Tutti i consigli, i suggerimenti e le opzioni che ci vengono date da chi, fin dalla prima ora ha condiviso questo percorso sono davvero benvenuti, ma IO SCELGO non è un’entità astratta, ha un suo comitato che ha tracciato il binario che ci ha portato fin qui.
Scrivo queste note a titolo personale, e a questo titolo credo di non aver mai mancato di riconoscere il lavoro altrui, ho intessuto rapporti personali con tanti e tante ai quali ho portato il materiale nelle modalità più stravaganti (dal lasciare i volantini nel bauletto aperto di una moto, ad appuntamenti in Sala Alessi o passaggi tramite una nota libreria o le portinerie) e spero che questa rimanga la battaglia di tutti. L’obiettivo è che il Comune di Milano istituisca il registro per il testamento biologico. La nostra delibera sarebbe approdata in consiglio comunale e quindi sarebbe certamente un esito “naturale” se continuasse il suo percorso in quella sede, per esempio perché dei consiglieri se ne faranno carico, ma nessuna opzione verrà esclusa. Quello che chiederei a quanti e quante ci hanno seguito fin qui è di concederci la stessa fiducia che hanno avuto fin dall’inizio.
Ribadisco che scrivo queste note a titolo personale.
Monica Fabbri